Edit Torino – UX e algoritmi matematici per rendere semplice il controllo di un edificio complesso

Negli ultimi anni è inevitabilmente esplosa l’attenzione verso l’ambiente e verso la riduzione dei consumi energetici grazie a nuove tecnologie. Sotto l’albero di Natale non stupirà più trovare un termostato smart o un controller remoto per le luci di casa. Simili dispositivi IoT (Internet of Things) per il mondo residenziale hanno un impatto notevole sulla riduzione di consumi e inquinamento, e soprattutto aiutano ad educare le persone ad un comportamento più responsabile e più attento nelle proprie abitazioni.

Ma se nel mondo residenziale i consumi e l’inquinamento sono estremamente influenzati dal comportamento individuale – siamo ancora responsabili noi se dimentichiamo la televisione accesa! – per tutti gli edifici non residenziali esiste una enorme area grigia in cui si può fare molta ottimizzazione, in quanto i consumi non sono percepiti dagli occupanti e utilizzatori. Basta pensare alle scuole, agli uffici, ai negozi, ai cinema o ai teatri, tutti spazi dove passiamo molte ore del nostro tempo ma dove non abbiamo nessuna percezione e nessuna possibile influenza su come vengono gestite luci, riscaldamento, ventilazione, etc…

Grazie a nuove tecnologie questo paradigma sta però cambiando.

In questi grandi edifici gli impianti sono regolati da software molto complessi, chiamati BMS – Building Management Systems – che spesso con difficoltà tentano di mantenere dei settaggi pre-impostati.
Sono certamente in grado di regolare intensità delle luci, impostazioni degli impianti elettrici e gas per il riscaldamento e raffreddamento e nelle ultime versioni anche gestire la sicurezza, o gli accessi all’edificio. Eppure, di intelligente purtroppo hanno ancora poco.

Con il team di Enerbrain abbiamo evoluto questo processo, creando un BMS completo partendo da software disponibili sul mercato e applicando i nostri algoritmi matematici non solo per migliorare il comfort, ma per rendere gli edifici davvero dinamici e intelligenti. Ad esempio modulando gli impianti in tempo reale in base alla presenza delle persone, in base alle previsioni di utilizzo dell’edificio, o addirittura in base alle previsioni climatiche e quindi risparmiando oltre il 30%.

È avvenuto negli spazi di EDIT, in via Cigna a Torino, progettati dallo studio di architettura lamatilde. Inaugurati a fine novembre 2017 al pubblico, ospitano cucine condivise, un birrificio, due ristoranti e un locale caffetteria dove gli ospiti possono sperimentare e essere parte del processo di creazione del cibo. È un edificio all’avanguardia, con impianti molto complessi, che devono gestire ventilazione di cucine, di aree di produzione della birra, di aree di ristorazione, ognuna con necessità molto differenti.

Se spesso i BMS di edifici di questa complessità sono una “black box” comprensibile e accessibile solo agli occhi dei tecnici che li hanno installati, in questo caso abbiamo lavorato insieme ai progettisti del team lamatilde con il fine di rendere i controlli ambientali finalmente semplici e user friendly non solo per i manutentori, ma anche per gli utilizzatori abituali dell’edificio e i gestori degli spazi.

Inoltre, una serie di algoritmi ottimizzano gli impianti in base all’uso e alla presenza di persone nei vari ambienti, garantendo comfort e riducendo i consumi.

Damiano Gui, UX designer di Enerbrain, insieme ad un team di system integrator – Fabio Santagata, Claudio Lauriola e Alberto Orfanò – ha sviluppato un intero processo di UX design partendo dalle necessità dei gestori degli spazi, per permettere di controllare in modo semplice gli scenari di illuminazione e di comfort direttamente da schermi touch-screen distribuiti negli ambienti.

A partire dall’immagine coordinata del progetto, realizzata dagli architetti e designer lamatilde, sono stati estratti gli stili di carattere, le illustrazioni e i colori per andare a definire un intero design system customizzato, ovvero il set di componenti grafici modulari che sono stati assemblati per realizzare le interfacce.

Queste sono state quindi disegnate secondo i flussi stabiliti e simulati grazie ad un prototipo interattivo. Valutato insieme al cliente e aggiornato secondo il suo feedback, il prototipo è stato passato al team di sviluppo per la programmazione finale.

Ora che gli spazi sono aperti al pubblico, i gestori e dipendenti che lavorano nell’edificio possono addirittura creare nuovi scenari di illuminazione, regolare i singoli punti luce, gestire allarmistiche specifiche e molto altro, direttamente dagli schermi touch distribuiti nei vari ambienti.

In questo modo non solo gli utenti hanno finalmente il controllo, ma soprattutto questo controllo è reso semplice dal cuore nascosto del sistema: algoritmi matematici infatti imparano da soli quali complesse regolazioni devono essere adottate per rispondere correttamente agli scenari richiesti, reagendo in modo automatico alle diverse condizioni.

Negli spazi di EDIT infatti, previsioni del tempo, e un metodo di apprendimento che lavora in cloud, permette di risparmiare oltre il 30% dell’inquinamento prodotto dagli impianti, riducendo anche i costi di gestione.

In un futuro, se migliaia di edifici avranno sistemi di questo tipo, si assisterà finalmente ad una riduzione drastica dell’inquinamento nelle città. Ma soprattutto gli edifici potranno reagire in modo dinamico ai cambiamenti esterni e interni, come veri e propri organismi viventi ottimizzati grazie a matematica e tecnologia.